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Le vie del vecchio Giacobbe - Ida Briglio Tavano

DATA DI RILASCIO 11/07/2018
DIMENSIONE DEL FILE 8,76
ISBN 9788859151579
LINGUAGGIO ITALIANO
AUTRICE/AUTORE Ida Briglio Tavano
FORMATO: PDF EPUB MOBI
PREZZO: GRATUITA

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«Sono nata ad Amantea il 25 gennaio del 1934 da umili genitori e in una famiglia numerosa di sei figli. Mio padre, nei primi giorni di vita venne colpito da poliomielite e rimase - nella parte destra del corpo - invalido permanente. Mia madre, rimasta orfana a un anno venne adottata da una famiglia amorevole. All'età di 18 anni conobbe mio padre e si sposò. La nostra casa sembrava un nido d'uccelli: era piccola e circondata da un ampio giardino ricco di alberi da frutto. Vicino c'era una piccola stalla dove avevamo due pecore e tre capre da cui prendevamo - per vendere - latte e lana. La nostra infanzia venne segnata dallo scoppio della guerra, dalla paura della morte e dal peso della povertà: poco cibo, pochi indumenti per coprirsi dal freddo e scarpe inesistenti. Frequentavamo noi bambini la scuola: quanti ricordi di quel periodo: il profumo intenso della mensa scolastica riempiva i lunghi corridoi e di acquolina le nostre bocche. Ma quella era solo per i poveri, per coloro che avevano la tessera. Noi avevamo la casa, la terra, per cui non avevamo diritto al cibo scolastico. Nostra madre provvedeva tutti i giorni a preparare una minestra calda nei periodi freddi e tante insalate di verdure fresche nei periodi caldi. Nostro padre teneva molto alle regole: alle 13:00 bisognava stare tutti a tavola, ringraziare Dio per la sua provvidenza e aiutare tutti alla conduzione della casa. Diceva che era necessario imparare a leggere, scrivere e svolgere un mestiere perché chi sa svolgere qualcosa non muore mai di fame. Era un amante delle favole e ce ne raccontava sempre tante. Nella casa c'era solo una piccola dispensa con due cassetti: in uno mettevamo i pochi risparmi della famiglia, senza chiave perché lui pensava che le cose proibite non erano buone. Diceva sempre "vedete Dio ha messo tutto il suo creato nelle nostre mani...". Io tornata dalla scuola dovevo portare le mie pecorelle al pascolo alla scarpata della ferrovia sia col freddo che col caldo, e avevo dato un nome a ciascuna di essa per poterle chiamare: Gialì, Margherita Viola, Marina, Azzurra. Loro mi stavano vicine, conoscevano il mio parlare, capivano se ero di buonumore o meno e si prendevano cura di me. Io ero nella solitudine e nel silenzio ma passavo il tempo a ripetermi i sogni che facevo nella notte perché ero una grande sognatrice e Dio mi aveva dato il dono di saperli interpretare. E non solo quello, mi aveva dato in dono anche l'ispirazione di scrivere storie, racconti e favole per bambini. Tali doni non si sono mai esauriti, perché a questo ho dedicato e dedico ancora oggi molte ore del mio tempo. Torno un po' indietro: era il 1947 una sera, col sole già tramontato, tornavo a casa da uno stretto viottolo. Era quasi la fine del mese di dicembre e vedo cadere dall'alto del cielo una grande stella luminosa con una scia, sembrava piombare non distante da me. Lo raccontai a mia madre e io interpretandola come un sogno la vidi come un cattivo auspicio. Cado nel malumore e nel pianto nel cuore e anche gli occhi lacrimavano quando ero sola con le mie pecorelle. E loro capivano il mio malumore e mi stavano vicine. Dopo pochi giorni venne una giornata molto fredda. La mia mamma scalza e con leggeri indumenti addosso va nella terra a raccogliere un po' di verdure per portare a tavola una scodella di minestra calda per otto persone, ma quel giorno è stato fatale, prese la bronchite. Allora non c'era la penicillina e si moriva, così giorno 27 dicembre mia madre salì in cielo lasciando una bambina di un anno nel buio, il nido vuoto nel dolore, nella solitudine e nella povertà. Però non ci è mancato il sostegno di Dio: io sono cresciuta, mi sono sposata e ho una meravigliosa famiglia. Nel mio cammino ho sempre ricevuto stima e affetto dalla comunità del mio paese e da tutti coloro incontrati. [...]»

... figlio di Giacobbe". GIACOBBE [che afferra il calcagno; soppiantatore] ... Le vie del vecchio Giacobbe. E-book di Ida Briglio Tavano ... . 1. Figlio di Isacco e Rebecca, e gemello minore di Esaù. I genitori di Giacobbe erano già sposati da 20 anni quando nel 1858 a.E.V. nacquero questi gemelli, i loro unici figli. Le vie del vecchio Giacobbe «Sono nata ad Amantea il 25 gennaio del 1934 da umili genitori e in una famiglia numerosa di sei figli. Mio padre, nei primi giorni di vita venne colpito da poliomielite e rimase - nella parte destra del corpo - invalido permanente. Mia madre, rimasta orfana ad un anno venne adottata da una famiglia a ... Le vie del vecchio Giacobbe von Ida Briglio Tavano auf ... ... . Mia madre, rimasta orfana ad un anno venne adottata da una famiglia amorevole. Giacobbe, prudente come al solito, esitava perché vedeva un ostacolo: «Sai che mio fratello Esaù è peloso, mentre io ho la pelle liscia. Forse mio padre mi palperà e si accorgerà che mi prendo gioco di lui e attirerò sopra di me una maledizione invece di una benedizione» (Gen 27,11-12). Giacobbe si rese conto che l'atteggiamento di Labano e dei suoi figli verso di lui era cambiato. Fu allora che Dio comandò a Giacobbe di ritornare nella terra dei suoi padri, accompagnato dalla Sua promessa, "e io sarò con te" (Genesi 31:3). Giacobbe lasciò Haran, portando con sé le mogli, i figli e il vasto gregge che aveva accumulato. Giacobbe è il figlio di Isacco e di Rebecca. Da Giacobbe discendono le dodici tribù d'Israele. Il suo nome significa letteralmente "soppiantatore" e deriva dal termine ebraico "ageb", ossia "tallone", "calcagno" e, più nello specifico, "afferrare per il calcagno o soppiantare". Giacòbbe (ebr. Ya'ãqōb, gr. ᾿Ιακώβ, lat. Iacob). - Patriarca ebreo, figlio di Isacco e di Rebecca, chiamato anche Israele. Fu il padre degli eponimi delle 12 tribù israelitiche. Secondo la narrazione biblica (Genesi 25, 19-50, 14), sottrasse il diritto di primogenitura al fratello Esaù. La rivalità che ne seguì lo indusse a trasferirsi a Ḥarrān, presso i parenti del nonno ... Si chiama così secondo Gn 25,26 il figlio di Isacco e di Rebecca. Da Giacobbe si fanno discendere le 12 tribù di Israele. Le storie di Giacobbe non costituiscono nella Genesi una biografia organica, ma sono piuttosto una raccolta di vari racconti, che sono stati applicati a Giacobbe. Il suo nome viene fatto derivare con una etimologia popolare dalla parola ebraico che significa Rebecca fece avvicinare Giacobbe al letto di suo padre; e il buon vecchio lo toccò, lo abbracciò e lo baciò con gioia, contento e sazio delle carni ben preparate che gli aveva portato; e sentiti con molta contentezza i profumi squisiti dei suoi abiti, esclamò: «Ecco l'odore del mio figlio come l'odore di un campo che il Signore ha benedetto» (Gn 27,27). Visualizza la mappa di Arizzano - Via Giacobbe - CAP 28811: cerca indirizzi, vie, cap, calcola percorsi stradali e consulta la cartina della città: porta con te gli stradari Tuttocittà. Quando Isacco diventò molto vecchio, arrivò il momento di dare la sua benedizione al figlio più grande. Ma Rebecca aiutò Giacobbe ad avere la benedizione, anche se era il più piccolo. Quando Esaù lo scoprì, si arrabbiò moltissimo e voleva uccidere suo fratello gemello. Però Isacco e Rebecca volevano proteggere Giacobbe. Giacobbe Figlio di Isacco e Rebecca che poi ricevette da Dio il nome Israele e diventò il patriarca del popolo d'Israele (o degli israeliti, in seguito chiamati ebrei). Ebbe 12 figli che, insieme ai loro discendenti, costituirono le 12 tribù della nazione d'Israele. Visualizza la mappa di Frassinoro - Via Casa Giacobbe - CAP 41044: cerca indirizzi, vie, cap, calcola percorsi stradali e consulta la cartina della città: porta con te gli stradari Tuttocittà....